Dipendente può dissentire dalla gestione aziendale dei lavoratori
Impossibile arrivare al licenziamento. Ci si trova di fronte, secondo i giudici, ad un legittimo esercizio del diritto di critica
Niente licenziamento per la lavoratrice che mette nero su bianco la scarsa stima per i modi che utilizza l’azienda per gestire i dipendenti. Ciò perché, secondo i giudici (ordinanza numero 6150 del 17 marzo 2026 della Cassazione), ci si trova di fronte ad un legittimo esercizio del diritto di critica del dipendente nei confronti del datore di lavoro.
Riflettori puntati, nella vicenda in esame, sulle frasi contenute in una e-mail inviata dalla lavoratrice all’azienda in occasione di un procedimento disciplinare per alcuni giorni di assenza
Per i giudici di merito, la lettura della e-mail è inequivocabile: la lavoratrice ha esercitato il legittimo esercizio di critica nei confronti del datore di lavoro, in quanto le frasi incriminate non travalicano i limiti di continenza sostanziale e formale e di pertinenza.
Per essere più espliciti, la lavoratrice ha espresso una legittima opinione sull’operato della società, senza imputare all’azienda fatti non veritieri, anche riferendosi alla discriminatorietà della condotta tenuta dall’azienda, esprimendo una opinione personale di cui si assumeva la responsabilità e senza, comunque, dar esito alla palesata intenzione di coinvolgere la stampa nella vicenda.
Sulla stessa linea di pensiero, poi, anche i magistrati di Cassazione, i quali sottolineano che la lavoratrice ha espresso una opinione legittima sull’operato aziendale e lo ha fatto in modo misurato e civile, senza imputare all’azienda fatti non veritieri, esponendo difese del tutto pertinenti rispetto alla contestazione mossale, nell’esercizio del diritto di difesa riconosciutole nel procedimento disciplinare.